Emily Dickinson
 
Home
Introduzione
Cronologia
Sedurre con la parola
Emily in Italia
Sulle tracce di Emily Dickinson
Nel giardino di Emily
Bibliografia essenziale
Scoprendo Emily
Scrivici
Intervista con Silvio Raffo,
la voce di Emily in Italia
Donne vestite di Bianco
James Abbott McNeill Whistler, Symphony in white – White girl number 1 (Sinfonia in bianco – Fanciulla in bianco numero 1), 1862, Washington, National Gallery.
Bianca Emily Dickinson
James Abbott McNeill Whistler, Symphony in whhite – White girl number 2 (Sinfonia in bianco – Fanciulla in bianco numero 2), 1864, Londra, Tate Gallery.
Pura Emily Dickinson
Dante Gabriele Rossetti, Ecce ancilla domini, 1850, Londra, Tate Gallery.
Donne Bianche Emily Dickinson
Sir Edward Coley Burne-Jones, The golden stairs (I gradini dorati), 1880, Londra, Tate Gallery
Signora Bianca Emily Dickinson
Sir Laurence o Laurens Alma Tadema, The favourite poet (Il poeta preferito), 1888, Liverpool, Lady Lever Art Gallery
Il Pensiero di Emily Dickinson

di Adriana De Angelis

Un suo conterraneo, Henry David Thoreau (1817-1862), nato nella vicina Concord, sempre in Massachussets, dove visse la sua intera vita, dopo due anni di isolamento sulle rive del lago Walden, aveva dato alle stampe, nel 1854, Walden or the life in the woods (Walden o la vita nei boschi) dove, come pure nelle pagine del suo diario, conduceva un’accurata autoanalisi riscrivendo con grande acutezza le ragioni della sua esistenza. Morto alla vigilia della grande trasformazione avvenuta in Emily, con la grande fama che incontrò nella realtà d’allora, non si può ritenerlo estraneo dall’aver influenzato in qualche modo la poetessa nel suo agire.

“Ho un titolo divino / La moglie senza il Segno - / Acuto Onore a me accordato - / Imperatrice del Calvario” scrive proprio nel 1862 e in tutto questo pian piano si trasforma, quasi a voler incarnare le parole che Emerson scrisse nel suo libro "Nature”: "This transfiguration which all material objects undergo through the passion of the poet...." (La passione del poeta trasfigura la materia…).

Ma se Emerson e Thoreau – e Tennyson indubbiamente - influenzarono il modo di pensare di Emily, che cosa la portò a scegliere la sua bianca mise? Sicuramente le influenze religiose – lei che in un primo momento si era ribellata al manifestarsi apertamente cristiana – sono fondamentali. Del resto la religione era importantissima sia nella puritana America che nella vittoriana Inghilterra che faceva ancora sentire, fortissimo, il suo influsso in quell’angolo di New England dove Emily viveva. Inoltre, confrontando l’immagine di Emily con la produzione artistica a lei coeva, si può ipotizzare una stretta relazione. Il fratello della Dickinson, Austin, era un amante dell’arte.

Come, quindi, non immaginare una conoscenza della stessa da parte di Emily, che dimostrava un così forte interesse per tutto quello che la circondava, più ampia di quella finora a lei attribuita? È interessante far notare che, sempre nel 1862, in concomitanza o poco prima che la scelta di Emily divenisse definitiva, un altro suo conterraneo nonché coetaneo, James Abbott McNeill Whistler (Lowell, Massachusets, 1834 – Londra, 1903) dipingeva quella Symphony in white – White girl number 1, ora alla National Gallery di Washington, che tanto ce la ricorda.

Certo la situazione tra i due era ben diversa: Emily era chiusa nella sua piccola stanza ad Amherst, Whistler, invece, era a Parigi dove frequentava gli Impressionisti e con loro, nel 1863, partecipò a quel Salon des Refusés dove la sua opera in bianco fece tanto scalpore quanto la decisione di Emily. Entrambi, però, avvertirono ed interpretarono il nuovo che era nell’aria e che le arti, più di qualunque altra cosa, sanno così ben presagire.
Qualche anno dopo, quando l’opera di Whistler stava convergendo nel Simbolismo, un altro suo dipinto, Symphony in white – White girl number 2, ci rimanda ancora ad Emily e il ventaglio nei toni dell’azzurro tenuto in mano dalla dama dipinta dall’artista americano ci fa pensare a quell’unico tocco di colore, lo scialle, a cui accennava Higginson nel ricordare il loro incontro.

Ma Emily fu anche coetanea di William Holman Hunt (1827-1910) – a cui si riferisce in alcune sue composizioni - di Dante Gabriele Rossetti (1828-1882) e di Sir Edward Burne-Jones (1833-1898), fondatori – i primi due - e massimi rappresentanti della confraternita e del movimento Pre-Raffaellita nonché amici di Whistler che ne condivise per un certo tempo l’intento artistico. Come non ravvedere nelle donne angelicate di Rossetti, ricordo della Beatrice dantesca, una somiglianza con la Dickinson? Nell’Ecce ancilla domini ritroviamo, oltre all’abito bianco, ai capelli rossi e al drappo blu, persino i gigli, i fiori che Emily amava offrire a chi andava a trovarla.

E che dire dell’opera di Burne-Jones? Non è la sua scalinata piena di vergini una ripetizione ad libitum, come in un’eco senza fine, dell’immagine di Emily?

E le dee antiche di Alma-Tadema (1836-1912), che con Burne-Jones illustrò uno dei libri più cari ad Emily, La Bibbia di Amsterdam, non ci fanno altresì pensare alla vestale di Amherst come nel suo The favourite poet dove, in una composizione altamente estetizzante, i toni del bianco e del rosso ritornano, sorta di amore sacro e amore profano, per ricordarci l’eterno conflitto tra spiritualità e passione che interessò tutta l’epoca vittoriana, i Pre-Raffaelliti e Emily?

Tutto questo non fa che confermarci, come ci dice anche Judith Farr nel suo In The Passion of Emily Dickinson, che la cultura della poetessa e la sua conoscenza del XIX secolo, con la sua arte e la sua letteratura, doveva essere molto più vasta di quello che si è sempre pensato.
Questa piccola/grande donna, che già a 17 anni a Mount Holyhoke aveva scelto una specie di solitudine monacale come ribellione all’eccessivo rigore dell’istituzione e che si potrebbe credere morta al mondo grazie al suo allontanarsene nella seconda parte della sua vita, lasciò, come già nel collegio femminile che la ospitò, che il mondo entrasse nella sua stanza in tutte le sue variegate manifestazioni che non la lasciarono mai indifferente e, soprattutto, lasciò che la modernità e il futuro, attraverso lei, la sua complessità, le sue contraddizioni e la sua ricchezza interiore, giungesse anche in quella piccola porzione di mondo che era Amherst, Massachussets.


 Salva il documento sul tuo computer
  

Pagina: | 1 | 2 |